I 40 anni di “Candy Candy” in Italia: 10 curiosità

Il 2 marzo 1980 veniva trasmessa la prima puntata del cartone animato Candy Candy, il cui finale italiano fu stravolto. Le 10 cose che potresti non sapere di Candy Candy… anche il vero epilogo 

Il 2 marzo 1980, sulle Tv private di tutta Italia, arrivava uno degli anime più famosi in Italia: Candy Candy, il cartone animato ambientato tra la fine dell’Ottocento e il primo Dopoguerra con protagonista l’orfanella americana Candy, che viene lasciata da piccola di fronte alla Casa di Pony, un povero orfanotrofio in campagna gestito da Miss Pony e Suor Maria. Candy si fa strada nella sua complessa vita fino a diventare infermiera, superando gli ostacoli grazie al suo ottimismo, alla sua bontà e a vari amici incontrati lungo il cammino, fra cui il suo benefattore, lo zio William che l’adotterà facendola entrare nella facoltosa famiglia Andrew.

GLI AMORI DI CANDY CANDY

Candy Candy vivrà due bellissime storie d’amore, quella con il delicato e biondissimo Anthony, che morirà tragicamente cadendo da cavallo durante una caccia alla volpe, e quella più matura con il moro Terence, “bello e maledetto” che sarà costretto a lasciare la fanciulla per Susanna Marlowe, una collega attrice che, sacrificandosi per salvarlo, ha perduto una gamba durante le prove di Romeo e Giulietta, in una delle scene più strazianti di tutto il cartone animato.

10 COSE DA SAPERE SU “CANDY CANDY”:

    1. Il nome completo di Candy è Candice White Andrew, in originale Candice White Ardlay.
    2. Candy Candy potrebbe essere ispirata all’attrice londinese Hayley Mills: teen-star disneyana dei 60’s. candy haley mills
    3. Il rapporto tra le due creatrici del manga con gli anni si è incrinato fino ad arrivare in tribunale. Per questo Yumiko Igarashi ha bloccato i diritti di pubblicazione del manga e di trasmissione del cartone animato che così dalla fine degli anni 90 non è più stato trasmesso.
    4. Nella versione italiana del cartone animato la voce di Candy è di Laura Boccanera, da anni doppiatrice ufficiale di Julia Roberts.
    5. La prima sigla italiana è stata cantata da Rocking Horse e il disco ha venduto più di 500mila copie. Come racconta Douglas Meakin, lui e Mike Fraser completarono con la musica di “È zucchero filato, è curiosità…” e con la musica del ritornello “Candy, oh Candy, nella vita sola non sei…“, proveniente da un provino per la sigla di Lassie “Lassie, oh Lassie, tu caro amico che sei…” (sì, il cane)
    6. L’orsetto lavatore Klin (che nella prima sigla italiana veniva erroneamente indicato come “un gatto”) nel fumetto in realtà non esisteva. Venne inserito per il pubblico più infantile, per stemperare i momenti più drammatici.
    7. Nel manga Annie, l’amica del cuore di Candy, aveva i capelli biondi come lei. Nel cartone, per differenziarle, Annie è diventata mora.
    8. Nella serie non mancano momenti altamente drammatici, comprese le morti di due dei personaggi principali. In Francia la morte di Anthony venne ritenuta troppo forte per il pubblico più giovane e nell’adattamento venne trasformata in una malattia invalidante.
    9. Il finale del cartone animato è molto diverso da quello del manga: mentre nel fumetto Candy si sposa con Albert, nel cartone il finale rimane aperto, lasciato all’immaginazione delle fan. Vedi I 3 Finali di Candy Candy
    10. La storia è ambientata nei primi anni del ‘900, prima della Prima Guerra Mondiale. Ma nella realizzazione del cartone ci sono molti anacronismi: Albert ha un look da hippie anni 60, le auto guidate da Stear sono modelli anni 20 mentre in alcuni momenti Candy indossa un completo di jeans in pieno stile anni 50.

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